Riapertura rottamazione-quater: l’emendamento non è stato accantonato
- Studio Battaglia
- 26 feb
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È ancora possibile un prossimo intervento normativo con il quale disporre la riapertura della rottamazione quater che non è stata inserita nel testo del D.L. Milleproroghe al Senato nonostante il via libera all’emendamento da parte del MEF.

Dunque l’ipotesi di una nuova chance per chi non ha pagato la rata del 30 novembre scorso resta ancora plausibile.
Lo ha confermato nel corso di un’intervista il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo: “Adesso vediamo se recuperare quell’emendamento”.
L’emendamento riguardava in primis i soggetti c.d. riammessi alla rottamazione-quater che, dopo aver pagato la 1ª rata al 31 luglio 2025, non avendo effettuato il versamento della rata successiva (la seconda), sono decaduti dalla pace fiscale.
Tali soggetti, se l’emendamento fosse stato inserito nel testo finale della Legge di conversione del D.L. Milleproroghe, approvata ieri, 25 febbraio al Senato, avrebbero potuto essere nuovamente riammessi alla rottamazione-quater pagando la 2ª rata entro il prossimo 28 febbraio.
Alla data del 28 febbraio, scade anche la 3ª rata, ma in considerazione dei 5 giorni di tolleranza concessi dalla Legge e dei differimenti previsti in caso di termini coincidenti con giorni festivi, avrebbe potuto essere versata entro lunedì 9 marzo 2026.
Nei fatti, le scadenze successive alla 2ª sarebbero rimaste invariate come da previsioni di cui all’art. 3-bis del D.L. n. 202/2024, disposizione normativa con la quale il legislatore ha previsto la chance di riammissione alla procedura di definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 (c.d. rottamazione-quater) (art. 1, commi 231-252 della Legge n. 197/2022 - Legge di Bilancio 2023), riconoscendo ai contribuenti la facoltà di adesione entro il 30 aprile 2025.
Chi è ancora in regola con la riammissione deve continuare a rispettare l’ordinario piano dei pagamenti: dieci rate consecutive, di pari ammontare, con scadenza, rispettivamente, le prime due il 31 luglio e il 30 novembre 2025 e le successive il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2026 e 2027.
Non rimane che attendere i prossimi sviluppi circa l’inserimento della remissione in bonis che potrebbe riguardare anche i contribuenti ordinari decaduti per omesso pagamento della rata in scadenza al 30 novembre 2025 e non solo i “riammessi”.



