La quantificazione del danno ex art. 2486 c.c., focus dei Commercialisti
- Studio Battaglia
- 25 mar
- Tempo di lettura: 2 min
La quantificazione del danno ex art. 2486 c.c. – Linee guida e orientamenti interpretativi
Il titolo del documento pubblicato oggi dal Consiglio e dalla Fondazione nazionali dei commercialisti è “La quantificazione del danno ex art. 2486 c.c. – Linee guida e orientamenti interpretativi”. Questo documento fa parte delle attività dell’area di delega “Sistemi di controllo e revisione legale (financial e non financial)”, gestita dai consiglieri nazionali Gian Luca Ancarani e Maurizio Masini.

Modifiche al Codice della crisi di impresa
Il Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza ha apportato all’art. 2486 c.c. importanti modifiche nel terzo comma. Queste modifiche riguardano i metodi per determinare e quantificare il risarcimento del danno causato dagli amministratori che violano l’obbligo di gestione conservativa del patrimonio sociale in caso di scioglimento. Accogliendo le prassi consolidate nei tribunali, le nuove disposizioni chiariscono i criteri presuntivi già utilizzati dalla giurisprudenza per quantificare il danno: il criterio del deficit “fallimentare” e il criterio della differenza tra i netti patrimoniali.
Linee guida e orientamenti interpretativi
Il documento, dopo un'introduzione alle varie tematiche e problematiche relative alla responsabilità civile degli organi societari, offre linee guida e orientamenti interpretativi utili per guidare l'attività dei professionisti (durante le curatele o le consulenze tecniche d'ufficio) nella corretta valutazione del danno patrimoniale causato dagli amministratori (e dai sindaci per mancata vigilanza, con le limitazioni previste dall'art. 2407, secondo comma, c.c.) e nella determinazione del risarcimento utilizzando due criteri presuntivi.
In particolare, riguardo al criterio dei netti patrimoniali, vengono fornite linee guida su:
i) l'individuazione delle date di riferimento e le modalità di stima dei patrimoni netti da considerare per quantificare la differenza su cui determinare il danno secondo l'art. 2486 c.c.;
ii) la definizione dei costi "sostenuti e da sostenere secondo un criterio di normalità" che, come previsto dalla normativa, devono essere sottratti dalla suddetta differenza.
Analisi del criterio del deficit "fallimentare"
Per quanto riguarda il criterio del deficit "fallimentare", viene analizzato l'ambito applicativo della norma che ne permette l'uso quando si avvia una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o, a causa della loro irregolarità o per altre motivazioni, i netti patrimoniali non possono essere determinati. Viene offerta un'interpretazione sul significato da attribuire alla locuzione "per altre ragioni".
Conclusioni e implicazioni pratiche
In conclusione, il documento rappresenta un importante strumento per i professionisti del settore. Le linee guida fornite possono facilitare la comprensione e l'applicazione delle norme in materia di responsabilità civile degli organi societari. La corretta quantificazione del danno non solo tutela gli interessi delle imprese, ma contribuisce anche a garantire la stabilità del sistema economico.
In un contesto in continua evoluzione, è fondamentale che i professionisti si mantengano aggiornati sulle nuove disposizioni normative. Solo così sarà possibile garantire una gestione efficace e responsabile delle risorse aziendali.
Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare il documento con linee guida e orientamenti interpretativi.
